La natura è ridondante

Il motivo è che il mondo è fatto in maniera che gli insuccessi siano statisticamente più probabili dei successi. Forse perché ogni nostra azione è volta a costringere le cose a passare da uno stato più caotico ad un altro meno caotico, che guarda caso ci aggrada maggiormente. Che un albero nasca e cresca e faccia dei frutti, è un esempio mirabile di organizzazione della vita attorno a un progetto ben definito, ma una forzatura per miliardi di molecole che preferirebbero piuttosto starsene a spasso a casaccio per conto loro, aggregandosi alla “sans façon” senza combinare probabilmente niente di utile per il nostro dessert.

La vita ha ovviato a questo svantaggio probabilistico moltiplicando il numero dei suoi tentativi.

Un seme non basta, ce ne vogliono migliaia perché nasca un solo albero.Un uovo non basta, uno spermatozoo non basta, un granello di polline non basta.

La natura ha la possibilità di ridondare in senso trasversale, producendo contemporaneamente milioni di possibilità per ciascun evento auspicato.

Gli esseri umani sono anch’essi soggetti alla tirannia della probabilità. Anche nelle azioni e nelle intenzioni che più sentiamo sotto il nostro controllo, esiste sempre un grande contributo del caso, o del caos se preferite, nel determinarne il risultato.

Questo non ci deve avvilire, anzi, ci deve far riflettere come ogni strategia per ottenere quello che ci interessa deve sicuramente prevedere una buona programmazione, e l’investimento di pertinacia e risorse di qualità; ma molto, molto importante per il successo sarà la misura della nostra resistenza ai fallimenti.

Anche noi esseri umani possiamo ridondare in senso trasversale: possiamo seminare opportunità contemporanee, ma purtroppo solo fino a un certo punto.

Quello che è il nostro punto di forza, invece, è la capacità di ripetere i tentativi in senso longitudinale nel tempo, uno dopo l’altro, e soprattutto in modo intelligente: ogni tentativo ci insegna qualcosa su come aggiustare il tiro per il prossimo.

Il nostro punto debole, d’altro canto, è la tentazione di rinunciare. La presunzione che tutto debba riuscirci al primo colpo, la superbia che ci fa ritenere che ogni cosa sia sotto il nostro esclusivo controllo. La paura anticipatoria della sconfitta successiva. La vergogna di aver fallito.

Ma una persona non è un singolo seme con un’unica, vitale possibilità. Ciascuno di noi è un intero frutteto, con migliaia e migliaia di chances da esplorare.

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