Stati mentali

Uno stato mentale è l’insieme delle nostre percezioni e valutazioni cognitive, e delle emozioni correlate, che sperimentiamo in un dato momento della nostra vita. E’ coerente al suo interno, e, se va come dovrebbe, anche con i riscontri di realtà che ci circondano.

Passare da uno stato mentale all’altro richiede un impegno notevole, è come cambiare pattern, o cambiare completamente mise prima di andare a una festa, compresi acconciatura, accessori, gioielli, trucco. In genere è una circostanza esterna che ci fa cambiare stato mentale in fretta (una cosa bella e inaspettata, o al contrario una delusione), mentre mutarlo solo in forza dei nostri pensieri può apparire più difficoltoso e richiede consapevolezza e capacità di controllo sui nostri processi cognitivi. Banalmente: tirarci su in una giornata triste è un attimo se ci arriva la telefonata giusta, più complicato se dobbiamo fare tutto da soli e convincerci che non abbiamo motivo di stare giù, che presto le cose andranno meglio, che è solo un momento di abbattimento etc.

Un’altra caratteristica degli stati mentali infatti è che tendono ad essere blindati.

Non è facile, quando siamo in un dato stato mentale, immaginare che esso potrà essere differente. L’esempio più classico è l’innamoramento: quando siamo innamorati non riusciamo a pensarci in modo diverso (ogni volta siamo convinti che “sarà per sempre”), o, al contrario, quando non c’è nessuno a far battere il nostro cuore, ci sentiamo come se non ci dovesse mai più capitare di sentire le farfalle nello stomaco.

In realtà, il transito da uno stato mentale all’altro avviene sempre e solo grazie ai nostri pensieri: anche quando vinciamo al superenalotto, è la nostra valutazione cognitiva a fare da ponte tra il biglietto vincente e la nostra gioia.

Quindi non è impossibile decidere di indirizzare la nostra mente da uno stato di tristezza a uno di speranza. E’ questione di allenamento. Le persone resilienti ci riescono molto bene, ma tutti noi possiamo imitarli.

Impariamo a dire nei momenti difficili “Non sarà così per sempre”; se saremo noi stessi ad aprirci una nuova prospettiva, o il destino, o l’opportunità, non possiamo saperlo, ma la sicurezza che le cose miglioreranno ci darà nuova forza, mettendoci nella condizione ottimale per agire per il nostro meglio.

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2 pensieri su “Stati mentali

  1. Richiamando un Suo articolo precedente, mi viene il dubbio che gli stati mentali negativi persistenti siano problematici da affrontare grazie alla sola analisi personale, al proprio pensiero, i cui loopback sono proprio all’origine del problema, a volte. Forse una vita attiva ed interattiva aiuta ad evitarne l’insorgenza? Del resto, “andate alle feste”, no?

  2. Certamente, caro Rodolfo, il supporto sociale, la condivisione, l’amicizia sono delle strategie ottime per superare o ammortizzare le difficoltà della vita, e del resto, una delle caratteristiche delle persone resilienti è proprio quella di aver costruito intorno a sè una rete sociale valida a cui possono e sanno ricorrere. In un prossimo post mi riproponevo appunto di focalizzarmi su questo interessante e imprescindibile aspetto. Nel modello cognitivista, tuttavia, le strategie di mastery fondate sul supporto sociale sono considerate meno “evolute” di altre, nelle quali la componente autoriflessiva è maggiormente spiccata. D’accordo con lei però che saranno anche più evolute, ma sicuramente meno divertenti! Le segnalo questo interessante articolo:
    http://www.psychomedia.it/spr-it/rivista/v3-n1/procacci.rtf
    nel quale, a latere del caso clinico descritto, c’è una bella sintesi delle strategie di mastery e della loro gerarchia.
    Per finire con una mia personale considerazione: posso avere tutte le convenzioni di soccorso stradale del mondo, ma mi sento molto più tranquilla a viaggiare con una ruota di scorta nel bagagliaio, e sapendo che sono in grado di cambiarla!!!
    Grazie del suo intervento, a presto!

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