La felicità del porcospino

Parliamo degli altri. Parliamone però in termini soggettivi. Per ciascuno è differente l’importanza che hanno gli altri nella propria vita, così come sono differenti le reti relazionali che costruiamo, e il modo in cui ci appoggiamo ad esse. Alcuni di noi sono talentuosi animali sociali come i primati, altri preferiscono la solitudine del lupo, la maggior parte veleggia nella terra di mezzo del “dipende come quando e con chi”.

Alcuni cercano negli altri il riconoscimento e il consenso, altri il supporto; alcuni lo status, altri la compagnia e la distrazione; alcuni la condivisione profonda, altri un pubblico plaudente; alcuni una spalla comprensiva, altri la conferma della propria identità; alcuni l’amare, altri l’essere amati. Un milione di sfumature e di utilizzi diversi, dunque, ma per tutti gli esseri umani, nonostante le differenze di scopo e di intensità, il rapporto con i consimili è una variabile importantissima per definire la qualità della propria vita.

Quanto ci possono essere di aiuto gli altri nei momenti di crisi? Anche a questa domanda le risposte saranno molto varie, a seconda delle caratteristiche di personalità e delle esperienze vissute da ciascuno. Quel che sembra essere assodato, in mezzo a questo mare di relativismo, è che le persone resilienti possono contare su un’ampia ed efficiente rete di relazioni sociali. Qualcuno ritiene che la rete stessa possa avere un valore protettivo e preventivo rispetto a situazioni di sofferenza e di difficoltà, oltre ad aiutare a fronteggiarle meglio.

Senza quindi voler enunciare regole generali o consigli universali, è tuttavia importante capire dove ciascuno di noi è posizionato riguardo questa tematica, e acquisire consapevolezza su quanto e perché sono importanti per noi le relazioni sociali e affettive in un momento di crisi, se sappiamo chiedere aiuto, quanto intima è la nostra distanza di confort dagli altri, se essi ci sono di supporto o di intralcio quando soffriamo, e che aspettative nutriamo nei loro confronti. Conoscere bene questi nostri aspetti caratteriali può esserci di grande aiuto per relazionarci nel modo più limpido e lineare con le persone che abbiamo scelto come amici, in particolar modo nei periodi di difficoltà o di cambiamento personale.

« Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.”   A. Schopenhauer

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