Problem solving

Che cosa è un problema? E’ una discrasia tra un bisogno e la sua realizzazione.

Che non può essere risolta né con una mossa istintiva né con una strategia nota al solutore.

Ho sete, e sono a casa mia sotto la doccia – nessun problema.

Ho sete, sono per strada in una grande città di lingua a me nota – nessun problema.

Ho sete, sto correndo la Parigi – Dakar in moto, nel deserto, e mi si è spaccata la borraccia – il problema esiste.

I problemi quindi ci procurano una sequenza emotiva del tipo: disagio – attivazione – appagamento (o frustrazione, debbo aggiungere per i pessimisti).

Non tutti amano i problemi, perché ne soffrono soprattutto la prima fase, quella del fastidio per un bisogno non soddisfatto. Molti invece li trovano gratificanti, perché amano la sensazione di soddisfazione di quando li hanno risolti, e capiscono il loro valore educativo e di ampiamento delle nostre conoscenze e strategie.

Pochi ne possono fare a meno.

Senza problemi, è difficile attivarsi. Senza attivazione, è difficile vivere bene. Ci sarebbe sempre quell’altro grande motivatore del genere umano, quello con la A maiuscola, che poi in realtà si traduce quasi sempre nella nostra più grande fonte di problemi, a sua volta.

Qualcuno dice che si impara solo dalle sconfitte, ma non è completamente vero. Si imparerebbe tanto anche dalle vittorie, se non fossimo troppo impegnati a festeggiare e a goderci il riposo del guerriero, dopo un successo…

Rally_Dakar_2009_5Da una vittoria impariamo quale strategia ha funzionato, da una sconfitta quale invece no, e sono entrambe nozioni molto utili, ma di sicuro di più la prima, a meno di non volersi masochisticamente impegnare in una serie infinita di tentativi ed errori.

Suggerisco spesso ai miei interlocutori di “capitalizzare il proprio successo”, di non trattarlo come un evento unico, casuale, fortuito. Capitalizzare significa rifletterci, capire come è stato prodotto, individuare la strategia vincente e metterla a pieno titolo nella nostra cassetta degli attrezzi, non si sa mai, potrebbe servirci per una situazione analoga. Significa anche riconoscersi i propri meriti, senza superbia ma con una valutazione lucida e senza pregiudizi. Capire quali risorse è in nostro potere mettere in campo, e sapere che possiamo tirarle fuori ancora, se il momento lo richiederà.

In ogni caso, quindi, un problema ci insegna qualcosa di utile, se ci fermiamo a guardarlo da questo punto di vista e superiamo il disappunto per l’interruzione del nostro status quo ante. Non a caso ai bambini si assegnano problemi come compiti, e spesso da adulti siamo valutati per come reagiamo alle situazioni di difficoltà. Non a caso le più grandi scoperte scientifiche nascevano da un problema irrisolto (che magari era percepito come tale solo da una mente geniale).

I problemi assolvono ad un compito essenziale per il benessere di una persona: la fanno sentire viva, la fanno sentire efficace, le insegnano come diventare migliore.

Sarà per questo che, quando non ne abbiamo, sentiamo il bisogno di crearcene.

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