Matto, Matta, Jolly Joker

jokerb_nFu solo intorno al 1863 in America che per la prima volta il Jolly fece la sua apparizione in un gioco di carte, e da lì il suo uso si diffuse in Inghilterra e in tutto il vecchio continente.

Anche se la sua utilità si limitò sempre ai fini specifici dei giochi con le carte cosiddette a semi francesi, la sua figura fu sicuramente ispirata dall’arcano del Matto (in Italia il Jolly viene chiamata anche “Matta”). Soprattutto nei tarocchi più antichi, infatti, il Matto veniva raffigurato con tratti misti tra un giullare e un ramingo. I moderni Jolly, chiamati anche Jolly Joker o semplicemente Joker entrano in numero di due o più nei mazzi di carte da poker, con immagini e disegni anche molto fantasiosi, costituendo tra l’altro degli ambiti oggetti da collezione. Questa carta non ha un proprio valore, ma si presta ad assumere quello di qualsiasi altra componente del mazzo, costituendo un formidabile bonus nelle mani del suo possessore.

Dal punto di vista simbolico, cosa hanno in comune i pazzi, i vagabondi e i giullari? L’imprevedibilità. L’inaffidabilità. L’indisciplina. La libertà. La deresponsabilizzazione. La capacità di uscire da se stessi. Il potere di dire quello che pensano senza essere sanzionati. Il gioco. L’anticonformismo. La diversità. L’emarginazione. L’ispirazione. L’accesso a un mondo “altro”. La fiducia nel proprio intuito, l’essenzialità, il distacco dalle ambizioni e dalla smania di potere. Il non dover render conto a nessuno delle proprie azioni. Il non essere presi in seria considerazione. Tutti in una certa fase della nostra vita abbiamo assomigliato al Matto. A molti, in altri momenti, servirebbe recuperare un po’ della sua leggerezza…

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