Santa Muerte

santa muerta 3Uno scheletro con una falce, o un globo terrestre, riccamente abbigliato, con tanto di velo, nei panni di una donna. E’ questo l’oggetto di un culto molto vivo in Messico, spontaneo, destrutturato e popolare, parzialmente integrato nel cattolicesimo, le cui origini si perdono nell’America precoloniale.

Stigmatizzato dallo Stato per i suoi innegabili legami con il mondo dei narcotrafficanti, e dalla Chiesa cattolica come inaccettabile idolatria, questo culto conta più di dieci milioni di fedeli e 1500 altari solo a Città del Messico. La venerano persone di tutti i tipi, ma soprattutto coloro che fanno un “mestiere” pericoloso, come i poliziotti, i tassisti e, appunto, i narcotrafficanti.

Si sentono accolti da questa Santa anche i transessuali, le prostitute, alcolisti e drogati, tutti gli individui che in altre fedi sono emarginati e colpevolizzati; le offerte sono povere, della vita di tutti i giorni: tequila, sigarette, birra, candele, frutta.Santa Muerte Enrique Chimal

Quali grazie le vengano richieste rimane un segreto custodito nel cuore dei fedeli, ma i devoti contano sulla sua imparzialità, sulla sua assistenza quando saranno in fin di vita, e sanno che anche i più miserabili e peccatori hanno, in virtù della loro fede, la possibilità di ottenere la sua soprannaturale benevolenza.

Non in tutte le culture la morte è trattata in maniera così fobica come nell’attuale mondo occidentale. Esistono popoli più a loro agio con l’idea della fine della vita e con le sue rappresentazioni, che riescono a integrarla con maggiore semplicità nel loro quotidiano. Eppure, la percezione della preziosità e dell’univocità della vita umana non dev’essere molto diversa, nelle singole coscienze individuali. Forse è più facile pensare con serenità alla morte se si crede in un aldilà, o se si sa che non si rimarrà soli dopo la dipartita di una persona cara.

Probabilmente, la dilagante solitudine e la mancanza di spiritualità nella nostra cultura sono alcune delle cause della profonda angoscia che ci attanaglia al solo parlare della morte, e che la sta rendendo praticamente un tabù, al punto che siamo incapaci anche di educare le nuove generazioni ad affrontare questo evento, così inevitabilmente connesso al fluire delle nostre esistenze.

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