Nessun fiocco di neve

snow-black-and-white-landscape-forest“Nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.” Frase di origine incerta, ma decisamente suggestiva. Immagino un monaco tibetano che medita seduto in mezzo a una nevicata. Silenzio, pace, e consapevolezza che ciascuno di quei miliardi di particelle va a posarsi esattamente dove doveva. Comprese quelle che cadono sulla pelata del monaco e gli scivolano giù per la schiena.

A parte l’impatto emotivo, sono parole che danno da pensare. Dobbiamo credere che tutto è predestinato?  E il nostro libero arbitrio che fine fa? La nostra forza di volontà e’ ininfluente, il nostro impegno inutile? Zen e realizzazione degli obiettivi personali sono inconciliabili?

Ci ho pensato un po’ su, e come al solito me la sono aggiustata a modo mio, salvando capra e cavoli, sia la poesia zen che l’autodeterminazione occidentale. Il presente e’ immutabile, in questo senso non è mai sbagliato. Non lo possiamo cambiare mentre lo viviamo. Dei miliardi di possibili traiettorie per ogni singolo fiocco di neve, nell’istante in cui toccano terra ne resta una sola, obbligata da lì alla fine dei tempi.

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Ciò che è accaduto non può essere altrimenti. Il presente poteva essere cambiato nel passato, non più nel momento in cui si realizza. Dunque non c’è che prenderne atto, trarne insegnamento, contemplarlo, maledirlo, vantarsene, dimenticarlo, ma ben consci che non può essere diverso.

In questo senso il punto di caduta di un fiocco di neve è sempre quello giusto. Ormai i futuri potenziali e paralleli sono tagliati fuori. Un solo presente si verifica, tra tanti che avrebbero potuto. E lo stesso sarà domani, con la differenza che oggi invece sono ancora in tempo per cambiare quello che accadrà.
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Il mio monaco dunque domattina uscirà a meditare portandosi un ombrello, impattando drasticamente sul destino di milioni di fiocchi di neve, che continuerà tuttavia a essere quello giusto e inevitabile, nell’istante esatto in cui si compirà.

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