Tutti abbiamo bisogno di narrare.

Di noi stessi, della nostra esperienza, di come vediamo il mondo, dei nostri desideri.

Per tanti motivi non sempre queste storie si formalizzano in un percorso scritto, ed è un peccato, perchè è anzitutto per se stessi che si ha il diritto di scrivere.

Scrivere per gli altri, invece, è un passo successivo, un mestiere con delle regole e delle cornici ben precise. Chi si avventura in questa selva lascia spesso a casa l’ispirazione pura, la spontaneità, la leggerezza del diario dei nostri pensieri, ed entra nei gironi infernali della ricerca di un editore e di un lettore abbastanza intelligente e degno da comprenderlo.

Fondamentalmente, la scrittura non è altro che un atto di vanità. Mai dimenticarlo, mai prendersi troppo sul serio. Guai, da vezzo, a lasciarlo trasformare in vizio.

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